E-commerce

Come aprire un Temporary Shop online

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È possibile avviare un temporary shop online? La risposta è sì. Ecco come farlo.

Cosa si intende per temporary e-shop

Il temporary e-shop è la risposta per chi vuole vendere online ma non possiede una partita IVA

Si tratta di un negozio online temporaneo, che in genere viene impiegato come “tester” prima di cimentarsi definitivamente nel commercio elettronico.

Questa particolare formula di vendita ti consente di gestire le tue vendite per un periodo di tempo limitato.

Nel commercio tradizionale non è certo una novità, tuttavia in pochi sanno della sua applicabilità anche al mondo della rete.

Internet offre infatti un impatto potente che valica ogni confine geografico e limite temporale, raggiungendo un altissimo numero di potenziali clienti in brevissimo tempo.

Spesso associati ad offerte uniche ed imperdibili, questi “negozi a sorpresa” sono destinati a soddisfare l’acquirente più curioso e soprattutto “più veloce”, perché, si sa, questa formula è influenzata dal tempo, perciò chi primo arriva si accaparra il prodotto ad edizione limitata o al prezzo migliore. 

Con una efficace strategia di marketing gli utenti appassionati di shopping non vorranno certamente perdersi occasioni straordinarie a prezzi stracciati.

Adempimenti per avviare un pop-up shop online

Il temporary shop online, anche chiamato “pop-up shop” (o pop-up store) è una attività commerciale di tipo occasionale e a tempo limitato.

Queste caratteristiche fanno venire meno l’obbligo di apertura della partita IVA in capo al titolare dell’e-shop, purché abbia una durata inferiore o uguale a 30 giorni.

E’ doveroso precisare che, in linea generale, per avviare un e-commerce “standard” (anche in dropshipping) questo adempimento sarà imprescindibile, ne abbiamo parlato qui.

L’apertura di un pop-up store online è scandita da una serie di passaggi.

In primo luogo, poiché non tutti i Comuni prevedono la formula dei temporary shop anche per gli e-commerce, è preferibile consultare, in via preliminare, lo SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) del Comune nel quale si intende avviare l’attività – o quello della propria residenza – e comprendere se tale evenienza è prevista e in che termini.

Questo aspetto assume un ruolo fondamentale, perché di fatto senza autorizzazione del Comune potrà avviarsi unicamente un e-commerce standard, con tutte le conseguenze fiscali che ne conseguono.

Una volta accertata tale possibilità occorrerà presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune nel quale intendi aprire il tuo e-commerce a tempo. 

Trascorsi i 30 giorni sarà necessario presentare un’altra SCIA per:

  • comunicare la cessazione dell’attività; o
  • comunicare l’apertura della partita IVA, se si intende proseguire l’attività.

In quest’ultima ipotesi si dovrà inoltre procedere all’iscrizione nella sezione Commercianti del Registro delle Imprese della Camera di commercio competente.

Il codice attività ATECO da utilizzare da associare alla partita IVA è il 479110 – commercio al dettaglio di prodotti via internet.

Per quanto riguarda l’obbligo di versamento dei contributi previdenziali, il titolare del temporary shop, quale attività occasionale, sarà obbligato a versarli alla Gestione separata INPS unicamente se supera la soglia di Euro 5.000 di guadagno, con conseguente obbligo di iscrizione alla gestione commercianti INPS.

In ultimo, ad ogni acquisto il titolare del temporary e-shop dovrà rilasciare una ricevuta generica datata nella quale dovranno essere indicati:

  • il nominativo del venditore;
  • il nominativo dell’acquirente;
  • la descrizione del prodotto venduto;
  • il prezzo del bene venduto;
  • la precisazione che si tratta di un introito derivante da una vendita occasionale;
  • la data, il luogo e la sottoscrizione del venditore;
  • l’apposizione di una marca da bollo da 2 euro se l’importo della ricevuta supera i 77,47 euro.

Questa ricevuta dovrà necessariamente essere conservata per la dichiarazione dei redditi. Infatti tutte le entrate derivanti dal negozio dovranno essere dichiarate con il modello 730 o modello Unico.

Quando aprire un temporary shop online

Pare evidente come avviare uno “shop a tempo” possa rappresentare un potente esperimento di marketing per testare l’interesse sul prodotto, valutare le potenzialità di vendita, individuare il target ed il mercato di riferimento, oltre naturalmente a stimare il margine di profitto.

Il ricorso ad una soluzione di questo tipo potrà essere vagliato anche da chi già possiede un negozio fisico o da chi intenda affacciarsi su un mercato od un target nuovo e diverso dal proprio.

Una risposta positiva potrà trasformarsi in un punto di partenza per un progetto più ampio e più duraturo che, conviene ribadirlo, se assumerà la forma di un “classico” business in rete con il connotato della “abitualità” dovrà essere corredato di tutti gli adempimenti fiscali e legali previsti dalla normativa.

Conclusioni

Insomma, la scelta dello “store online flash” potrà rivelarsi vincente e di successo in una serie di differenti ipotesi, a seconda delle esigenze del venditore.

Il titolare sarà da un lato dispensato da una serie di oneri di natura tributaria e previdenziale ma dall’altro potrà usufruire di una formula di vendita accattivante ed immediata, per mettere alla prova il proprio business, l’impatto del proprio brand e dei prodotti che intende mettere in commercio.

VP

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