Disclaimer,  Imprenditore digitale

Disclaimer nel sito web: cos’è e che valore ha

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Prima di assumere un medicinale leggi il bugiardino? Molto probabilmente sì (ndr sconsigliatissimo per ipocondriaci!). E prima di navigare su un sito web consulti il disclaimer? Immagino l’espressione del tuo volto quindi se pensi che sia una perdita di tempo questo articolo potrebbe farti cambiare idea!

Ogni sito web possiede una sezione dedicata alle “avvertenze legali”, comunemente nota come “Disclaimer”. Tendenzialmente quando un lettore consulta una pagina web non presta molta attenzione a questa voce e le motivazioni possono essere diverse. Una su tutte è la mancanza di conoscenze in ambito giuridico dell’utente medio, con un logico e conseguente disinteresse per la materia.

Ciò detto, non è questa la sede per sindacare tali ragioni, tuttavia il fatto che il titolare di un sito web decida di rendere pubbliche queste informazioni legali, ci dovrebbe perlomeno fare interrogare sulla funzione che esse svolgono.

Cos’è un disclaimer?

Il disclaimer è una raccolta di regole apposte unilateralmente dall’imprenditore digitale volte a definire le natura del proprio sito web nonché le sue condizioni di utilizzo (cd. “Terms of use”).

Tale “codice di condotta” (cd. netiquette), modificabile dal provider in ogni momento, del sito web prevede il comportamento che l’utente deve (dovrebbe!) assumere una volta approdato nella pagina web per poter proseguire nella navigazione.

Il provider potrà infatti specificare i termini e le condizioni di un contratto stipulato tra due singole parti, o potrà esplicitare i diritti e gli obblighi generalmente rivolti al pubblico (o ad una certa categoria di persone) che accede ad un determinato servizio.

La finalità di tale regole, che generalmente richiamano precise norme di legge, è quella di prevenire un utilizzo improprio del sito e di dispensare da eventuali responsabilità il titolare che le ha predisposte.

Il disclaimer è infatti una dichiarazione di limitazione della responsabilità con il quale il provider chiarisce le conseguenze in caso di violazione di una delle condizioni di utilizzo prescritte.

La necessità di predisporre un regolamento nasce principalmente dall’esigenza dell’imprenditore digitale di tutelare il suo operato ma allo stesso tempo  dall’impossibilità dello stesso di avere un controllo costante di tutti gli accessi alla sua pagina web attesa l’enorme circolazione delle informazioni che internet consente.

Il titolare del sito, per tali ragioni, adeguerà tali regole alle sue esigenze professionali ed ai servizi che offre, soprattutto con riferimento al diritto d’autore ed alla tutela della privacy.

Il disclaimer ha valore legale?

Perché un disclaimer possa ritenersi valido e possa produrre effetti giuridici deve essere redatto nel rispetto delle disposizioni civilistiche in materia contrattuale, in particolare gli artt. 1229 e 1341 c.c.

L’art. 1229 c.c. rubricato “clausole di esonero di responsabilità” prevede infatti la nullità delle condizioni contrattuali che escludano la responsabilità del debitore per dolo e colpa grave, ma anche per colpa lieve ove il fatto del debitore (e dei suoi ausiliari) costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico.

Pertanto la validità delle condizioni individuate nel disclaimer dipende dal loro rapporto con questa previsione normativa, la cui ratio legis consiste nell’evitare che il debitore (nel caso di specie il titolare del sito web) si vincoli ad una obbligazione per lui priva di conseguenze giuridiche, così da privare il creditore di ogni tutela e lasciare alla scelta del debitore se adempiere o meno.

Vi è di più. Poiché il disclaimer viene predisposto da una sola parte e dall’altra accettato, sarà necessario coordinare quanto poc’anzi detto con la previsione di cui all’art. 1341 c.c. sulle “condizioni generali di contratto”.

Invero: “Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell’altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza. In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l’esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell’altro contraente decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria.”

Entrambe le disposizioni trattate sono sorrette dallo stesso principio: tutelare il destinatario delle clausole che, non avendo potere contrattuale, viene considerato il “contraente debole

Alla luce delle considerazioni svolte per redigere un disclaimer a prova di legge si dovrà tenere conto di tutti questi aspetti. Inoltre in presenza di specifiche clausole (cd. vessatorie: pattuizioni particolarmente onerose e svantaggiose per l’aderente) dovrà essere strutturato in modo tale che si possa provare, inequivocabilmente, che l’utente ne abbia preso visione integralmente, ne abbia compreso il significato ed abbia quindi accettato tutte le condizioni apponendovi la propria firma.  La mancata lettura, comprensione e sottoscrizione di tali clausole le renderà nulle.

Per quanto sia una prassi consolidata l’impiego di questo strumento occorre fare qualche precisazione sul quesito su cui si impernia questo articolo ovvero il valore legale del disclaimer.

Ad oggi la materia non è disciplinata in maniera esplicita in alcuna fonte normativa e non rientra ancora nella casistica giuridica. La dottrina ha in più occasioni affrontato la questione senza, tuttavia, raggiungere un orientamento univoco.

Sebbene il disclaimer venga in via generale collocato nell’alveo dei contratti, per avere la stessa valenza di questi il provider dovrebbe essere in grado di dimostrare che l’utente ne abbia effettivamente avuto contezza.   

Difatti la natura “universale” di internet consente di abbattere le distanze geografiche ma allo stesso tempo crea barriere linguistiche che difficilmente si prestano ad una comprensione ed accettazione del regolamento da parte di un visitatore straniero.

Ciò sta a significare che per superare tale ostacolo il gestore della pagina non potrà avvalersi della semplice spunta sulla casella “Ho letto ed accetto i termini ….” ma dovrà necessariamente adottare un sistema più sofisticato in grado di poter accertare l’avvenuta presa visione ed intendimento del testo oltre ad un sistema di certificazione della firma.

Si può ragionevolmente affermare che la presenza di un semplice disclaimer non garantisce che, in una eventuale contesa legale, i termini in esso contenuti siano riconosciuti come vincolanti per le parti, né che sia riconosciuta valida la limitazione di responsabilità affermata.

In ogni è sempre fortemente consigliato leggere le condizioni d’uso di un sito web, soprattutto quando non è di mera consultazione, ma per esempio quando vi permetta di scaricare un file, di condividere informazioni, di commentare, etc.

Il disclaimer è uno strumento che vale più come una informativa legale che  avverte il visitatore circa il contenuto del sito, dettando delle regole di comportamento, grazie al quale il titolare del sito web può deresponsabilizzarsi per azioni a lui non imputabili.

Restano comunque sempre ferme le limitazioni di legge sopra trattate, nonché tutte le norme imperative e inderogabili dell’ordinamento, le quali prevarranno sul disclaimer.

VP

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