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Il Diritto di recesso nei contratti conclusi online

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Il diritto di recesso, anche noto come “diritto al ripensamento“, è uno dei più importanti diritti riconosciuti al consumatore dal Codice del consumo (D.Lgs 206/ 2005).

Con l’esercizio del diritto di recesso il consumatore può cambiare idea sull’acquisito effettuato e liberarsi dal contratto concluso senza fornire alcuna motivazione, restituirà quindi la merce ed otterrà il rimborso di quanto corrisposto.

Tale diritto viene riconosciuto anche nei contratti a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali tra un professionista ed un consumatore.

Il Codice del Consumo, all’art. 45 lett. g), definisce il contratto a distanza: “qualsiasi contratto concluso tra il professionista e il consumatore nel quadro di un regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza senza la presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore, mediante l’uso esclusivo di uno o più mezzi di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso;

In questa definizione – oltre ai contratti conclusi per telefono, via fax o per corrispondenza – rientra senz’altro anche il contratto telematico, da intendersi il negozio concluso inter absentes mediante internet, che potrà avere ad oggetto un bene mobile materiale o un servizio anche a contenuto informatico, digitale.

Quando è possibile esercitare il diritto di recesso

Il Capo I (Titolo III – parte III) del Codice del Consumo, modificato dal D.Lgs 21/2014 che ha recepito la direttiva 2011/83/UE, disciplina i diritti dei consumatori.

In particolare, ai sensi dell’art. 52 nei contratti a distanza il diritto di recesso deve essere esercitato entro 14 giorni (di calendario).

Nei contratti di servizi tale termine decorre dal giorno della conclusione del contratto, mentre per i contratti di vendita dal giorno in cui il consumatore o un terzo – diverso dal vettore e designato dal consumatore – acquisisce il possesso fisico dei beni.

Si precisa inoltre che nel caso di contratti per la fornitura di acqua, gas o elettricità, quando non sono messi in vendita in un volume limitato o in quantità determinata, di teleriscaldamento o di contenuto digitale non fornito su un supporto materiale, i 14 giorni decorrono dal giorno della conclusione del contratto.

I professionisti sono tenuti a dichiarare espressamente l’esistenza del diritto di recesso o le motivazioni che giustificano la sua eventuale inapplicabilità al caso specifico.

In difetto di tale adempimento, il termine per il suo esercizio è esteso a 12 mesi, ulteriori rispetto ai 14 giorni iniziali.

Tuttavia se il professionista fornisce le dovute informazioni al consumatore entro 12 mesi dalla conclusione del contratto, il periodo di recesso termina 14 giorni dopo il giorno in cui il consumatore è stato informato.

Le ipotesi di esclusione

L’art. 59 individua le ipotesi nelle quali il diritto di recesso è escluso:

a) i contratti di servizi dopo la completa prestazione del servizio se l’esecuzione e’ iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con l’accettazione della perdita del diritto di recesso a seguito della piena esecuzione del contratto da parte del professionista;

b) la fornitura di beni o servizi il cui prezzo e’ legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il professionista non e’ in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso;

c) la fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati;

d) la fornitura di beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente;

e) la fornitura di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;

f) la fornitura di beni che, dopo la consegna, risultano, per loro natura, inscindibilmente mescolati con altri beni;

g) la fornitura di bevande alcoliche, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo dopo trenta giorni e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dal professionista;

h) i contratti in cui il consumatore ha specificamente richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell’effettuazione di lavori urgenti di riparazione o manutenzione. Se, in occasione di tale visita, il professionista fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per effettuare la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;

i) la fornitura di registrazioni audio o video sigillate o di software informatici sigillati che sono stati aperti dopo la consegna;

l) la fornitura di giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;

m) i contratti conclusi in occasione di un’asta pubblica;

n) la fornitura di alloggi per fini non residenziali, il trasporto di beni, i servizi di noleggio di autovetture, i servizi di catering o i servizi riguardanti le attività del tempo libero qualora il contratto preveda una data o un periodo di esecuzione specifici;

o) la fornitura di contenuto digitale mediante un supporto non materiale se l’esecuzione e’ iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che in tal caso avrebbe perso il diritto di recesso.

In tale elenco rientrano anche i contratti di modesta entità, per il quali è pattuito un corrispettivo inferiore a 50 euro. Tuttavia, nel caso di più contratti stipulati contestualmente tra le medesime parti, qualora l’entità del corrispettivo globale che il consumatore deve pagare, indipendentemente dall’importo dei singoli contratti, superi il suddetto importo, il diritto di recesso non potrà essere escluso.

Come si esercita il diritto di recesso

Prima della scadenza del periodo di recesso, il consumatore informa il professionista della sua decisione di esercitare il diritto di recesso dal contratto. A tal fine il consumatore può, alternativamente:

a) utilizzare il modulo tipo di recesso di cui all’allegato I, parte B del Codice del Consumo;
b) presentare una qualsiasi altra dichiarazione esplicita della sua decisione di recedere dal contratto.

Non sono previsti obblighi in quanto alla forma del recesso, la comunicazione della volontà di recedere può anche essere eseguita per via elettronica, purché il professionista abbia predisposto un modulo di recesso (o un apposito form) sul proprio sito internet.

In tal caso, il professionista ricevuta la comunicazione del recesso comunica senza indugio al consumatore una conferma di ricevimento, su un supporto durevole, del recesso esercitato.

L’onere della prova del regolare esercizio del diritto di ripensamento spetta al consumatore, in considerazione di ciò è opportuno prediliga dei mezzi che gli assicurino maggiori garanzie con l’indicazione della data di trasmissione (raccomandata a/r, pec).

Gli effetti del recesso

La volontà di recedere fa venire meno gli obblighi contrattuali assunti dalle parti.

  • Obblighi del professionista

Il professionista dovrà rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal consumatore, eventualmente comprensivi delle spese di consegna, senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dal giorno in cui è informato della decisione del consumatore di recedere dal contratto.

Generalmente per eseguire il rimborso si impiega lo stesso mezzo di pagamento usato dal consumatore, salvo diversamente concordato e a condizione che quest’ultimo non debba sostenere alcun costo quale conseguenza del rimborso.

Al contrario, il professionista non è tenuto a rimborsare i costi supplementari, qualora il consumatore abbia scelto espressamente un tipo di consegna diversa dal tipo meno costoso di consegna offerto dal professionista.

È nulla qualsiasi clausola che preveda limitazioni al rimborso nei confronti del consumatore delle somme versate in conseguenza dell’esercizio del diritto di recesso.

In ultimo, salvo che il professionista abbia offerto di ritirare egli stesso i beni, con riguardo ai contratti di vendita, il professionista può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di aver rispedito i beni, a seconda di quale situazione si verifichi per prima.

  • Obblighi del consumatore

Il consumatore restituisce i beni o li consegna al professionista o a un terzo incaricato a ricevere i beni, senza indebito ritardo e in ogni caso entro 14 giorni dalla data in cui ha comunicato al professionista la sua decisione di recedere dal contratto.

Il consumatore dovrà pertanto sostenere solo il costo diretto della restituzione dei beni, purché il professionista non abbia concordato di sostenerlo o abbia omesso di informare il consumatore che tale costo è a carico del consumatore.

Non dovrà inoltre sostenere alcun costo per la prestazione di servizi o la fornitura di acqua, gas o elettricità o di teleriscaldamento – in tutto od in parte – durante il periodo di recesso quando il professionista ha omesso di fornire informazioni sul diritto di recesso o quando lo stesso consumatore non ha espressamente chiesto che la prestazione iniziasse durante il periodo di recesso.

Analogamente nulla sarà dovuto per la fornitura – in tutto o in parte – di contenuto digitale che non è fornito su un supporto materiale se il consumatore non ha dato il suo previo consenso espresso circa l’inizio della prestazione prima della fine del periodo di 14 i giorni; così come nel caso in cui lo stesso consumatore non abbia riconosciuto di perdere il diritto di recesso quando ha espresso il suo consenso oppure il professionista abbia omesso di fornire la conferma di ricevimento.

Qualora i beni non possano essere normalmente restituiti a mezzo posta, il professionista ritirerà i beni a sue spese al domicilio del consumatore (o comunque dove li aveva consegnati precedentemente).

In via generale l’esercizio del diritto di recesso non comporta alcuna responsabilità per il consumatore, il quale potrà rispondere unicamente dell’eventuale diminuzione del valore della merce dovuta ad una sua manipolazione, diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche ed il funzionamento.

Tale responsabilità verrà meno se il professionista non ha provveduto ad informarlo sul diritto di recesso.

Conclusioni

Concludendo, quando perfezioni un contratto in rete leggi sempre i termini e le condizioni poste, in genere unilateralmente, dal venditore o dal professionista che offre il servizio. Assicurati che i tuoi diritti vengano sempre specificati espressamente e tutelati.

Conoscere i propri diritti è importante quanto sapere come esercitarli. Se rinvieni delle ambiguità o delle violazioni o se nutri dei dubbi affidati ad un professionista o ad una associazione a tutela dei consumatori.

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