Contrattualistica

Il preventivo può diventare un contratto?

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Quando ci si rivolge ad un professionista, in qualsiasi settore, per ricevere un servizio la prima cosa che si richiede è il preventivo, ossia una previsione dei costi che si dovranno sostenere per ottenere il suo supporto. Sebbene questo strumento rappresenti il primo punto di contatto con il cliente spesso ne viene sottovalutata l’importanza, principalmente perché ne vengono ignorati gli aspetti giuridici. 

La funzione del preventivo

Il preventivo è il primo step dal quale, sostanzialmente, dipenderà se un cliente affiderà o meno a te l’incarico professionale, ragione per cui dovrai dedicargli una certa attenzione.

Si tratta di un documento che contiene i principali elementi che regolano il rapporto tra professionista e cliente, volti all’esecuzione di un progetto, un servizio, un’attività.

Le tipologie di preventivi

A seconda di come decidi di strutturare il preventivo, questo potrà assumere varie forme:

  • il preventivo standard: elenco e descrizione dettagliata delle attività che si andranno a svolgere con l’indicazione del costo per ciascuna voce ed una somma complessiva finale in calce.
  • Il preventivo “a corpo”: le singole voci non sono specificate, pertanto mancano i costi parziali, ma si avrà un’unica voce ed un importo totale.
  • Il preventivo variabile: in questo caso si avranno costi approssimativi che potranno variare (non in maniera drastica) in corso d’opera (si pensi al compenso di un avvocato per un incarico complesso la cui evoluzione risulta incerta).

La struttura del preventivo

Indicativamente il preventivo dovrà avere:

  • Intestazione: nella quale verranno indicati i dati anagrafici ed identificativi del professionista (recapiti, p.iva, pec, etc.).
  • Indicazione del destinatario del preventivo: ossia i dati identificativi del soggetto a cui si rivolge la proposta commerciale.
  • Durata dell’incarico: si intendono le tempistiche entro le quali verrà espletata l’attività, con indicazione di eventuali termini intermedi.
  • Descrizione dell’attività/servizio: assume rilievo al fine di escludere a priori ciò che non rientra nella tua proposta. In ogni caso, potrai anche indicare espressamente le prestazioni non comprese.
  • Offerta economica e modalità di fatturazione del compenso: l’importo specificato per ogni singola voce e l’importo complessivo, comprensivo anche di oneri fiscali e previdenziali, oltre alla determinazione di eventuali costi vivi che dovrai anticipare. Nell’ipotesi in cui il compenso debba essere corrisposto in diverse tranches sarà necessario anche indicare i termini di ciascuna di esse.
  • Data: in genere il preventivo è valido per un determinato periodo di tempo, entro il quale il cliente deve decidere se aderire o meno alla tua proposta contrattuale. Tale termine di “scadenza” si calcola proprio dalla data di consegna del preventivo che dovrà coincidere con quella indicata nello stesso. Inoltre, la data assume rilievo anche ai fini probatori, di cui parleremo a breve, ed è per tale ragione che conviene sempre inserirla.
  • Firma del professionista.

La forma del preventivo

Il preventivo, in linea di massima, non é un adempimento obbligatorio e può essere presentato anche oralmente, fatta eccezione per i professionisti iscritti ad appositi albi professionali (avvocati, commercialisti, etc.) per i quali sussiste un duplice obbligo, sia in termini di redazione che di forma: è infatti imposta la forma scritta (è ammessa anche quella digitale).

E’ di tutta evidenza che un preventivo scritto rappresenterà una maggiore garanzia sia per il professionista che per il cliente. Nessun cambio di programma, nessuna sorpresa e soprattutto nessun malinteso. 

Il valore legale del preventivo

Ci si domanda se il preventivo abbia valore legale, e se possa addirittura fungere da contratto.

Da un punto di vista giuridico, il preventivo vale come proposta di contratto con la quale una parte (il professionista) si impegna ad eseguire una prestazione nei confronti dell’altra dietro un determinato corrispettivo.

In quest’ottica il cliente che intende accettare le condizioni contenute nella proposta potrà percorrere due strade

  1. Apporre una firma al preventivo quale espressa adesione al suo contenuto e restituirlo al predisponente.
  2. Porre in essere un comportamento concludente quale tacita accettazione (ad es. dopo aver preso visione del preventivo, il cliente sottoscrive il mandato all’avvocato che ha predisposto il preventivo, oppure il cliente dà inizio all’adempimento versando un acconto).

La firma del preventivo

Sulla sottoscrizione da parte del cliente urge un chiarimento

La firma può infatti svolgere una duplice funzione:

  • Firma per “accettazione“: conferisce valore giuridico al preventivo vincolando il cliente alla condizioni in esso dettate ed al pagamento dell’importo nelle modalità indicate. 
  • Firma per “presa visione”: affinché la sottoscrizione assolva unicamente questo compito è necessario che sia specificato nel documento. E’ possibile comunque inserire una formula con la quale si rimanda al futuro contratto che le parti andranno a stipulare.

In ogni caso, in difetto di diversa indicazione la firma della proposta contrattuale vale come accettazione divenendo irrevocabile per entrambe le parti.

A questo proposito, si precisa che sino a quando il cliente non sottoscrive la proposta commerciale, quest’ultima potrà essere modificata unilateralmente dal professionista purché tali modifiche siano rese note al cliente.

Preventivo vs Contratto

Il nostro codice civile, all’art. 1326, stabilisce che il contratto si ritiene concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

In sostanza, nel momento in cui si realizza l’incontro delle volontà delle parti.

Come già precisato, il preventivo non è un contratto ma una proposta contrattuale redatta dal professionista sulla base di una valutazione unilaterale operata dallo stesso e in base a quanto riferitogli e richiestogli dal cliente. Esso indica il costo della prestazione nella misura prevedibile al momento in cui è redatto.

Pertanto per divenire a tutti gli effetti un contratto – vincolante e produttivo di effetti giuridici – il proponente deve venire a conoscenza dell’accettazione da parte del cliente.

Con l’accettazione il preventivo diventa irrevocabile e l’accordo si considera concluso e quindi il cliente si vincola e diventa debitore dell’importo indicato nel preventivo, salvo il solo caso di errore

Preme fare una precisazione. La tutela offerta da un contratto è verosimilmente più “robusta”, principalmente perché, a differenza del preventivo che per sua natura è schematico e destinato a focalizzarsi sui “numeri”, le condizioni previste in un contratto tendono ad essere più meticolose coprendo minuziosamente ogni singolo aspetto del rapporto negoziale.

Errore nel preventivo

Nel complesso, una volta accettato, il preventivo diventa “definitivo” obbligando le parti ad onorare gli impegni assunti.

Ebbene anche un preventivo può presentare degli errori, pertanto se di tali errori si ha contezza solo dopo averlo accettato in questo caso si potrà fare ricorso ai presidi che ci offre il nostro ordinamento in materia di contratti.

Nello specifico, il codice civile riconosce la possibilità di annullare il contratto laddove l’errore sia essenziale e riconoscibile dall’altro contraente.

L’azione di annullamento si prescrive in 5 anni dal momento in cui è stato scoperto l’errore.

Il preventivo come prova legale

Dal preventivo sottoscritto dal cliente sorgono obblighi in capo ad entrambe le parti:

  • il professionista dovrà svolgere la prestazione nelle modalità e nei termini preventivati; e
  • il cliente dovrà corrispondere la somma pattuita.

Si pensi alle ipotesi in cui il professionista non esegue o esegue parzialmente la prestazione concordata o quando il cliente ritarda o omette il pagamento del compenso.

Qui entra in gioco un preventivo redatto con cura, datato e firmato.

A titolo esemplificativo, il professionista potrà azionare un procedimento per il recupero del credito, producendo in giudizio il preventivo firmato, a prova dell’esistenza del rapporto contrattuale.

Solo per completezza, giova precisare che il preventivo privo di firma non rappresenta di per sé una prova, tuttavia la giurisprudenza più recente è concorde nel ritenere che, in qualità di allegazione di parte, in assenza di una specifica contestazione della controparte, potrà essere impiegata dal giudice ai fini della formazione del proprio convincimento.

Conclusione

Alla luce delle considerazioni svolte, il preventivo rappresenta a tutti gli effetti uno strumento fondamentale per instaurare delle relazioni commerciali e per ottenere un incarico professionale.

E’ un biglietto da visita che rivela molto della nostra professionalità e serietà, anche in termini di onestà: requisiti necessari per un rapporto trasparente ed affidabile e, perché no, anche di fidelizzazione del cliente.

E’ uno strumento di tutela sia per chi commissiona una attività sia per chi lo predispone: vincola le parti ai dettagli in esso contenuti (se accettati espressamente).

Pertanto prima di redigerlo, esamina con il cliente le problematiche devono essere risolte ed utilizza un linguaggio facilmente comprensibile anche per i non addetti ai lavori.

VP

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