Cybercrime, Social network

La violenza di genere online

Read 4 min
Oggi è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Sebbene non occorra una data per promuovere la lotta contro la violenza di genere ma un impegno collettivo e quotidiano su più fronti, è doveroso ricordare come questa violenza si avvalga sempre più spesso dei canali digitali, in particolare dei social media.

Cos’è la violenza di genere online

Con l’espressione violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cd. stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso.

In particolare, secondo la definizione fornita all’art. 1 della Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, adottata senza voto da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 48/104 del 20 dicembre 1993, per violenza contro le donne si intende:

Ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata.

La violenza di genere online è strettamente connessa a quella compiuta offline. Sui social media si riproducono le esistenti relazioni di potere presenti all’interno delle società. 

Hate speech, cyberstalking, sexting, body shaming, flaming, revenge porn, doxxing, etc. Le modalità con cui si manifesta la violenza online sono molteplici e comportano devastanti ripercussioni sul piano emotivo.

Chi sperimenta la violenza in rete riporta nella vita reale paure e timori, che condizionano il suo vivere quotidiano, minando irreversibilmente autostima, libertà di espressione e libertà di movimento.

Molte donne infatti tendono a censurare se stesse per paura di ritorsioni online, temono per la propria sicurezza ed in alcuni casi abbandonano del tutto i social media.

Come si manifesta la violenza di genere in rete

La violenza di genere online si può manifestare sotto varie forme e con diverse caratteristiche.

Tra le condotte violente più diffuse:

  • Violazione della privacy. Accesso, utilizzo, alterazione, diffusione dei dati personali (inclusi foto e video) della vittima senza il suo consenso. Le informazioni vengono raccolte hackerando l’account personale, sottraendo la password, utilizzando la sua identità digitale ma anche impiegando il pc della vittima per accedere al suo account mentre è loggata.
  • Controllo della vittima. E’ la forma di violenza psicologica più frequente e consiste nel tracciare, monitorare e sorvegliare le attività della donna online e offline per avere controllo su di lei.
  • Danneggiamento della reputazione. In questa categoria rientra la violenza verbale ma anche la manipolazione di foto e video in cui è presente la ragazza e la diffusione sul web di sue informazioni e immagini private con lo scopo di umiliarla, ricattarla o trarne un qualche profitto.

Online Vs Offline

La violenza di genere avviene molto spesso in circostanze legate alla quotidianità ed è proprio per questo che ha attecchito nelle piattaforme online.

I contesti virtuali, i social media, le app, gli smartphone dominano la nostra vita di tutti i giorni pertanto le molestie e/o gli abusi online contro le donne sono diventati purtroppo una esperienza molto comune.

Ancora di più, se si tratta di una donna che appartiene ad una minoranza etnica o religiosa, una donna con disabilità o una donna lesbica, bisessuale o trans  – o qualsiasi combinazione di queste caratteristiche.

La violenza tramite canali digitali si nutre delle peculiarità proprie della rete e le usa a proprio vantaggio. 

  • Anonimato: l’abusante può restare anonimo alla vittima.
  • Azione a distanza: l’abuso può essere perpetrato senza contatto fisico e da qualsiasi luogo nel mondo.
  • Automazione: l’azione abusiva, utilizzando le nuove tecnologie, richiede meno tempo e sforzo.
  • Accessibilità: la varietà e l’accessibilità alle nuove tecnologie le rende facilmente accessibili agli abusanti.
  • Propagazione e permanenza: testi, immagini e video possono moltiplicarsi e continuare a essere presenti online per molto tempo o per sempre.

Come difendersi

Difendersi dalla violenza di genere è un diritto ma anche un dovere.

La violenza di genere non è un problema delle donne, ma investe tutta l’umanità. Si può combattere grazie all’impegno congiunto di uomini e donne e grazie ad un senso collettivo di tolleranza e solidarietà.

Ma non basta. Questa battaglia deve essere infatti supportata da provvedimenti legislativi nazionali e internazionali e dall’impegno di sindacati, istituzioni ed enti poiché la strada da percorrere per porre una fine a questa forma di odio discriminatorio è ancora lunga.

Occorre promuovere iniziative volte alla sensibilizzazione sulla questione, informando e formando i cittadini, anche in materia di digitale e piattaforme social.

Naturalmente bisogna denunciare, sempre, e chiedere aiuto. A tal fine il Dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri ha predisposto una “Help line“, ovvero una linea telefonica (1522).

Il numero è gratuito e attivo 24 h su 24 e offre un servizio di ascolto, sostegno ed aiuto concreto per le vittime di violenza e stalking.

Esistono inoltre numerosi centri antiviolenza sul territorio italiano che forniscono servizi di ascolto e accoglienza, supporto legale, orientamento e accompagnamento ad altri servizi, supporto psicologico, aiuto nel percorso di allontanamento dal partner violento, orientamento lavorativo, sostegno all’autonomia.

La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.

(Isaac Asimov)

VP

Potrebbe interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *