Legal Design

Legal Design: la nuova frontiera nel mondo del Diritto

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Addio a formule legali prolisse ed incomprensibili, siamo nell’era del “Legal Design”: Il diritto alla portata di tutti.

Dal Design Thinking al Legal Design

Da Black&White, il mondo giuridico si dipinge di mille colori.

Il diritto si affaccia a nuovi mondi, sta cambiando aspetto e si sta aprendo a nuove discipline. La nuova frontiera è il Design Thinking che sta gradualmente contribuendo a rivoluzionare la rassicurante tradizione della realtà legale.

Da oltre oceano arriva questo originale modello di gestione aziendale che ha come fulcro il pensiero creativo.

Il Design Thinking adotta un approccio alla soluzione delle problematiche ispirato al metodo scientifico utilizzato nella ricerca. In buona sostanza si forniscono all’imprenditore delle risorse al fine di agevolarlo nel prendere decisioni strategiche, abbattendone i rischi ad esse connessi ed esaltandone l’efficacia aziendale.

Applicato in molti contesti, questo processo manageriale è approdato recentemente anche nell’ambiente dei giuristi. Questa fusione tra design e diritto sta suscitando molte curiosità ma al contempo anche scetticismo. Tuttavia pare essere un campo di applicazione vincente che sta prendendo piede in tanti studi professionali.

Legal Design is the application of human-centered Design to the world of Law, to make legal systems and services more human-centered, usable, and satisfying.”

Come si evince dalla definizione fornita da Margaret Hagan, (direttrice di Legal Design Lab, autrice di “Law by Design” ed esperta di design legale e di comunicazione) il Design applicato alla Legge ha la funzione di mettere al centro l’uomo. Pertanto i servizi legali a sua disposizione devono soddisfare le sue necessità.

Emerge chiaramente la multidisciplinarietà del Legal Design che coinvolge diverse figure tra le quali avvocati, giuristi, designer, comunicatori e programmatori. Oltre a quelle nascenti come il Contracts Designer e il Legal Design Lawyer.

Per quanto questa nuova materia possa apparire a tutti gli effetti  una politica di marketing degli studi legali – e senza dubbio in parte lo è – a differenza di altri settori l’obiettivo non è persuadere il cliente ma coadiuvarlo, orientarlo, semplificandogli concetti destinati agli addetti ai lavori.

La parola d’ordine è: SEMPLICITA’!

L’approccio classico al diritto è stato rivisitato in un’ottica più fresca e moderna. La semplicità si riflette nella comunicazione: rendere la legge più familiare, più accessibile, più comprensibile e, perché no, anche più accattivante per un non giurista. Per soddisfare questo scopo occorre rimpiazzare il “legalese” con un linguaggio più semplice ed efficace, astenendosi dal ricorrere a terminologie complesse e vetuste.

Naturalmente i tecnicismi è doveroso adoperarli tra soggetti che operano nello stesso campo (e.g. avvocato e giudice), mentre questa nuova modalità di comunicazione è destinata a coloro che non sono del “mestiere”.

D’altronde il diritto è il complesso di norme sulle quali si fondano i rapporti tra i membri di una comunità (e/o si definiscono quelli tra comunità estranee). Pertanto i cittadini, in qualità di destinatari di queste regole, devono essere in grado di comprenderne il messaggio. Il limite reale è dato dalle formule impiegate che non sempre sono di facile interpretazione.

Il ruolo dell’avvocato, del consulente legale è anche questo: spiegare il diritto a chi il diritto non lo conosce. Quante volte vi è capitato di rivolgervi ad un legale per sciogliervi dei dubbi, per risolvere una problematica e sentirvi ancora più confusi?! La fiducia verso il professionista in passato ha quasi sempre portato il cliente a “delegare” pur non comprendendo appieno la propria situazione.

Il cliente medio però detesta non comprendere il linguaggio tecnico. I numerosi mezzi a disposizione dalle nuove tecnologie lo portano a poter accedere ad una infinita quantità di informazioni con una conseguente maggiore esigenza di chiarezza che il professionista deve appagare.

E’ qui che entra in scena il Legal Design.

STOP al “Legalese”

Lo specialista del diritto deve reinventarsi e calarsi nei panni del proprio cliente impiegando un linguaggio più informale anche ricorrendo a sintesi grafiche, illustrazioni, infografiche, strumenti interattivi, mappe, schemi, icone, etc.

L’occhio vuole la sua parte e l’estetica di un contenuto ha un fortissimo impatto sul suo destinatario. Si basti pensare ad una qualsiasi pubblicità.

Provate ad osservare un qualsiasi spot (in tv, sui social network, su un cartellone pubblicitario, etc.) Cosa cattura la vostra attenzione? Quali elementi vi consentono di comprendere il messaggio? Gli elementi visivi, i colori e gli slogan di effetto aumentano le possibilità di raggiungere il destinatario. Il contenuto diventa così comprensibile, fruibile e meglio vendibile.

Ci si imbatte nel diritto quotidianamente, talvolta anche inconsapevolmente. Tutte le volte che ci viene sottoposto un documento che richiede la nostra adesione (e.g. informative sulla privacy, contratti, etc.) qual è il fattore che ci scoraggia nel leggerlo integralmente? Principalmente la lunghezza! Generalmente le pagine che compongono una risorsa legale sono numerose (numerose per un utente medio si intende sulle tre pagine…!). A ciò si aggiungano farraginosi concetti legali costituiti da tecnicismi, latinismi, e chi più ne ha più ne metta, che diventano un deterrente per…firmare senza leggere.

Questa soluzione si sconsiglia caldamente! Ma al di là di ciò, questo approccio è la dimostrazione che qualcosa non funziona e il Legal Design potrebbe rappresentare una valida alternativa.

… in conclusione

Semplificare non significa banalizzare l’operato di un Legale. La maggior parte dei giuristi, affezionati ai tecnicismi offerti dal diritto, subordinano – erroneamente – la propria credibilità professionale all’utilizzo del Legalese, che, come già chiarito, sopravvivrà inevitabilmente nei rapporti tra “pari”.

Tuttavia, per migliorare l’esperienza dell’utente finale occorre attribuirgli un ruolo centrale utilizzando un linguaggio semplice e di facile comprensione. Occorre infatti modernizzare le risorse legali, senza sacrificare la professionalità e le competenze dell’avvocato, né i propositi che la risorsa stessa persegue.

Per risorse legali si intende tutto ciò che riguarda la giustizia e le legge: dai contratti alle procedure; dalla documentazione giudiziaria ai processi; dalle norme al materiale informativo.

Il Legal Design interviene riprogettando tutti questi contenuti semplicemente cambiandogli d’abito e i vantaggi che si prospettano da questa semplificazione sono generalizzati sia per i cittadini che per i professionisti stessi.

Come per tutte le novità, solo il tempo abbatterà i pregiudizi e le barriere sulla materia, la cui applicazione dovrà necessariamente essere preceduta da una adeguata formazione.

Per approfondimenti si consiglia: Law by Design – Margaret Hagan

VP

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