La Violazione del Copyright su Instagram

In un mondo in cui l’apparire è diventata un’ossessione, non stupisce il fatto che Instagram sia lo strumento più utilizzato negli ultimi anni. Scattare una foto o girare un video non hanno valore se non vengono pubblicati istantaneamente su un social network e condivisi con i propri seguaci. Per non parlare delle stories, spesso accompagnate da frasi, hashtag, geolocalizzazioni, e quante più informazioni possibili. Tuttavia, non è solo un mezzo per alimentare il proprio ego, ma è diventato una vera e propria vetrina che le aziende e gli artisti devono necessariamente impiegare per fare conoscere il proprio prodotto. Le logiche del mercato sono chiare: se non hai followers (tanti followers…!) non sei nessuno. Ma tralasciando l’aspetto etico “ai posteri l’ardua sentenza”, ci si interroga se gli utenti di Instagram conoscano realmente le conseguenze delle proprie azioni. In particolare se l’utente, una volta che si iscrive alla piattaforma, sia realmente consapevole dei diritti che concede, perlomeno sotto il profilo del diritto d’autore. Per fare chiarezza su questo aspetto occorre analizzare i “Terms of Service” che un nuovo utente accetta quando accede per la prima volta alla piattaforma. “Terms of Service” Queste condizioni d’uso determinano dettagliatamente tutti i diritti e gli obblighi legali che l’utente è tenuto ad accettare se intende usufruire dei servizi che Instagram offre, e per tale ragione si ritiene doveroso prenderne visione. Si riporta qui il link per esortarne la lettura Terms of Service Instagram. Nello specifico da questi termini si evince quali diritti la piattaforma acquisisce, o meglio quelli che vengono concessi dall’utente per ogni singolo contenuto pubblicato (immagini, musica, video, etc.). Nella sezione dedicata alle “Autorizzazioni concesse dall’utente” si legge: “Non rivendichiamo la proprietà dei contenuti dell’utente che ci concede la licenza di usarli. Nessun elemento relativo ai diritti dell’utente sui propri contenuti ha subito modifiche. Non rivendichiamo la proprietà di qualsiasi contenuto pubblicato dall’utente sul Servizio o tramite lo stesso. Al contrario, quando l’utente condivide, pubblica o carica un contenuto coperto da diritti di proprietà intellettuale (ad es. foto o video) in relazione o in connessione con il nostro Servizio, ci concede una licenza non esclusiva, non soggetta a royalty, trasferibile, conferibile in sottolicenza e globale per la trasmissione, l’uso, la distribuzione, la modifica, l’esecuzione, la copia, la pubblica attuazione o la visualizzazione, la traduzione e la creazione di opere derivate dei propri contenuti (nel rispetto della privacy e delle impostazioni dell’app). L’utente può revocare questa licenza in qualsiasi momento eliminando i propri contenuti o il proprio account. Tuttavia, i contenuti potrebbero continuare a essere visibili in caso di condivisione e mancata eliminazione da parte di altri.” Creando quindi un account, su tutto ciò che decidiamo di condividere, Instagram si riserva una licenza in cambio della fornitura del servizio. Per completezza, si precisa che con un contratto di licenza il titolare di un diritto d’autore (e/o di un altro diritto di proprietà intellettuale) – licenziante – mette tale diritto a disposizione di un altro soggetto licenziatario. Pare utile soffermarsi sui limiti e l’ambito di operatività che Instagram individua, la licenza infatti deve considerarsi: non esclusiva: l’autore rimane il titolare dell’opera e ne attribuisce solo l’uso e il godimento ad un licenziatario, riservandosi la facoltà di attribuirla anche ad altri licenziatari; non soggetta a royalty: la licenza viene concessa gratuitamente senza nessun pagamento di compenso (royalty) in favore del licenziante; trasferibile la licenza può essere ceduta a terzi; conferibile in sottolicenza: il licenziante può a sua volta concedere la licenza a terzi (“sublicenza”) globale: la licenza comprende tutte le attività relative alla trasmissione, all’uso, alla distribuzione, alla modifica, all’esecuzione, alla copia, alla pubblica attuazione o alla visualizzazione, alla traduzione e alla creazione di opere derivate dei contenuti pubblicati dall’utente. Da una attenta lettura dei termini del servizio si deduce infine che, nonostante gli innumerevoli diritti che la piattaforma si riserva, viene esclusa la possibilità di vendere i contenuti a terzi. Il diritto d’autore: come difendersi dalle violazioni Le creazioni intellettuali rientrano nelle opere dell’ingegno (art. 2575 c.c.) e come tali tutelate dalle norme in materia di diritto d’autore. Il diritto d’autore comprende una grande varietà di opere: Opere visive: video, film, programmi e trasmissioni TV, videogiochi, dipinti, fotografie; Audio: canzoni, composizioni musicali, registrazioni di suoni, registrazioni di discorsi; Testi: libri, spettacoli, manoscritti, articoli, spartiti musicali; Si riporta la definizione di copyright fornita da Instagram : “Il copyright è un diritto legale che protegge le opere dell’ingegno originali (ad es. libri, musica, film, opere d’arte). In genere, il copyright protegge le modalità di espressione originali, come le parole o le immagini. Non protegge dati e idee, ma può proteggere parole o immagini, originali utilizzate per descrivere un’idea. Inoltre, il copyright non protegge elementi quali nomi, titoli e slogan, che potrebbero però essere protetti da un altro diritto legale definito marchio commerciale.” Generalmente si viola un copyright attribuendo a se stessi la paternità di un’opera (“plagio”) oppure semplicemente riproducendola o modificandola, per fini commerciale, senza l’autorizzazione dell’autore. Come premesso, le piattaforme social sono diventate uno strumento imprescindibile di business, per promuovere il proprio brand o il proprio prodotto. Il rovescio della medaglia però è evidente, se da una parte voglio fare conoscere il mio lavoro dall’altro devo proteggerlo affinché me ne venga riconosciuta la paternità. La prassi vede in prima linea la stessa piattaforma che, in presenza di violazione della sue policies, svolge un ruolo attivo e provvede a rimuovere il contenuto dannoso; nei casi più gravi addirittura a disattivare il profilo del “trasgressore”. Nelle linee guida della community (anch’esse consultabili mediante il link riportato poc’anzi) Instagram raccomanda i suoi utenti a condividere solo le foto e i video acquisiti dagli stessi o di cui hanno il diritto alla condivisione. Ribadisce, a tal fine, che sei il titolare dei contenuti che pubblichi, pertanto tali contenuti dovranno essere autentici e non elementi copiati o scaricati da Internet di cui non possiedi il diritto di pubblicare. E’ buona regola quindi prima di copiare e divulgare un contenuto chiederne l’autorizzazione al legittimo proprietario e preferibilmente ottenerla in forma scritta. In qualità