Privacy e Trattamento dei dati personali, Social network

TikTok corre ai ripari dopo il blocco del Garante privacy

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Cresce il numero di minorenni coinvolti in sfide estreme in rete ed il Garante per la protezione dei dati personali è determinato nel contrastare il fenomeno, partendo dai social network dove il fenomeno delle “challenge” sembra essere fuori controllo.

La vicenda Tik Tok ne è un esempio e pare sia stato raggiunto un accordo teso ad assicurare immediata tutela ai minori iscritti alla piattaforma cinese di video sharing  presenti in Italia.

Il provvedimento di blocco

Con una nota del 15 dicembre 2020 Il Garante apriva un formale procedimento nei confronti di Tik Tok, contestando la violazione di alcune disposizioni della normativa in materia di privacy.

In particolare, si segnalavano particolari criticità dovute alla:

  • scarsa attenzione alla tutela dei minori; 
  • facilità con la quale era aggirabile il divieto, previsto dalla stessa piattaforma, di iscriversi per i minori sotto i 13 anni;
  • poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti;
  • uso di impostazioni predefinite non rispettose della privacy.

In ragione del periodo natalizio e delle difficoltà create dalla pandemia in corso alla piattaforma di videosharing veniva concesso una proroga dei termini per replicare e riscontrare le contestazioni sollevategli sino al 29 gennaio 2021.

Tuttavia, in assenza di riscontro e quindi di rassicurazioni in ordine all’assunzione di corrette modalità per l’accertamento dell’età anagrafica degli iscritti alla piattaforma, e nelle more degli accertamenti in corso da parte della competente autorità giudiziaria, accadeva un grave fatto di cronaca che vedeva coinvolta una bambina palermitana di 10 anni che perdeva la vita a causa di una folle challenge destinata proprio alla community del social network.

Il 22 gennaio 2021 il Garante privacy si vedeva quindi costretto ad intervenire e ad adottare un provvedimento di blocco immediato nei confronti della piattaforma dell’uso dei dati degli utenti per i quali non fosse stata accertata con sicurezza l’età anagrafica, sino alla data del 15 febbraio 2021, al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia.

Tale provvedimento veniva inoltre portato all’attenzione dell’Autorità irlandese, considerato che Tik Tok ha recentemente fissato il proprio stabilimento principale in Irlanda.

La replica di Tik Tok

E’ di ieri, 3 febbraio 2021, la comunicazione con la quale Tik Tok si impegna ufficialmente ad adeguarsi alle richieste del Garante 

La piattaforma dei “balletti” adotterà quindi tutte le misure necessarie per bloccare l’accesso agli utenti minori di anni 13, valutando altresì l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’età.

Nello specifico: 

  • Blocco degli utenti

A partire dal 9 febbraio 2021 Tik Tok bloccherà tutti gli utenti italiani e chiederà di indicare di nuovo la data di nascita prima di continuare ad utilizzare l’app. Una volta identificato un utente al di sotto dei 13 anni, il suo account verrà rimosso.

A seguito di questa prima verifica, per identificare con ragionevole certezza gli utenti sotto i 13 anni il social si impegna a valutare ulteriormente l’uso di sistemi di intelligenza artificiale, previa consultazione con l’Autorità privacy irlandese.

Per l’adozione di tali soluzioni tecnologiche di cd. Age verification è infatti opportuno compiere preliminarmente un bilanciamento tra la necessità di accurate verifiche e il diritto alla protezione dei dati dei minori.

In aggiunta alle misure già adottate, Tik Tok informa inoltre di aver introdotto, già dal 25 gennaio 2021, direttamente nell’app di un pulsante che permette agli utenti di segnalare rapidamente e facilmente altri utenti che sembrano avere meno di 13 anni.

TikTok si è infine impegnata ad intensificare il numero dei moderatori di lingua italiana dei contenuti presenti sulla piattaforma.

  • Più informazioni agli utenti

Dal 4 febbraio 2021 la piattaforma lancerà una campagna informativa

Segnatamente, sulla app prima di bloccare gli utenti gli sarà inviata una notifica push informandoli sul requisito dell’inserimento dell’età.

Si farà ricorso anche dei banner con link alle informazioni riguardanti gli strumenti di sicurezza e sulle procedure per modificare le impostazioni del profilo da “pubblico” a “privato”. 

La campagna si realizzerà anche sul web e sulla carta stampata rivolgendosi specificamente ai genitori anche per ribadire il limite di età per l’iscrizione alla piattaforma.

  • Informativa per i minori

Quanto agli utenti tra i 13 ed i 18 anni Tik Tok si impegna ad adottare una informativa sulla privacy più efficace e più trasparente. A tal fine ne migliorerà il riassunto in modo tale da spiegare, in modo accessibile e coinvolgente, che tipologia di dati vengono raccolti e come essi vengono trattati.

  • Campagna di sensibilizzazione del Garante in collaborazione con Telefono azzurro

In ultimo, il Garante per la privacy avvierà sulle tv nazionali, in collaborazione con Telefono Azzurro, una campagna di sensibilizzazione con l’obiettivo di richiamare i genitori a svolgere un ruolo attivo di vigilanza e a prestare particolare attenzione al momento in cui verrà richiesto ai figli di indicare la loro età per accedere a Tik Tok.

L’Authority si è comunque riservata di vigilare sull’effettiva efficacia delle misure annunciate.

Conclusione

Il Garante privacy nel frattempo ha aperto un fascicolo anche su Instagram e Facebook.

L’uso insano di social network soprattutto da parte dei più giovani ed i rischi che ne comporta deve essere regolato e contenuto con l’adozione di adeguate misure.

L’age verification, naturalmente non basta. Occorre tutelare i minori dai contenuti illeciti, tramite l’ineludibile controllo dei genitori in via preventiva e, in via successiva, con l’intervento di magistratura, polizia, in particolare postale, ma anche del Garante, soprattutto rispetto alla questioni legate al fenomeno del cyberbullismo.

D’altronde, come denunciato in una recente intervista dallo stesso Garante privacy, Pasquale Stanzione:

Il Garante può “bloccare” i social ma il primo controllore è il genitore.

VP

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